Su un alto sperone, a nord di Santa Sofìa, a 579 metri s.I.m. spicca il mozzicone di una torre imponente intorno alla quale sorgeva il castello dei signori di Valbona che, nel 1335, fu preso dai Forlivesi. Era allora padrone di questo castello Leoncino da Valcona, che il 18 Febbraio dello stesso anno fu decapitato nel suo maniero,
II Card. Anglico, nella sua relazione del 1371, afferma che Castrum Rondenariae era posto su un'altissima ripa, con una torre foltissima, a mezzo miglio dal fiume Acquedotto, aveva 12 focolari ed apparteneva ad Azzo e Farinata degli Ubertini. Una ben radicata leggenda narra di un fantasma o meglio, "di un'ombra senza testa" che, nelle notti tetre e burrascose, vaga intorno ai ruderi della fortezza. denominata la "torre nera" della Rondinaia; forse è l'anima senza pace di quel Leoncino dei signori di Valbona, e quindi uno dei nipoti del celebre "buon Lizio" di dantesca memoria, che vi fu decapitato, nel 1335, da Liccardo di Bagno aiutato, nella conquista del castello, .dalle truppe congiunte di Forlì e di Cesena. La torre in ogni modo già preesistente all'occupazione romana, era stata presumibilmente eretta dagli Umbri. Roma la munì di un presidio militare ne fece un posto d'avvistamento da cui si segnalava l'avvicinarsi di eserciti o di orde barbariche provenienti dalle pianure del nord. Adesso la nera torre è ridotta ad un moncone: il tempo, l'incuria e, soprattutto, i ricorrenti terremoti (l'ultimo risale al 1956), l'hanno resa .veramente scura. La patina dei millenni si è impressa sui blocchi di sasso alberese con cui è stata costruita e poi è stata sommersa da un folto bosco. La Chiesa, dedicata a Santa Margherita, sconsacrata e semi crollata, trasformata dalle Penne Nere Romagnole nel loro Sacrario, era ubicata all'interno della torre-maniero medioevale, ma poi fu trasferita fuori le mura. Questa nuova costruzione venne a sua volta abbattuta da una frana e fu riedificata intorno alla metà del XVI secolo. La vetusta torre, anche se monca, domina ancora la valle dove confluiscono e si uniscono i tre rami del Bidente e sovrasta, minacciosa, i resti del castello di Bleda, il luogo dove nacque quel Rainero Raineri che, nel 1099, divenne papa col nome di Pasquale II, il Pontefice che proclamò al mondo cristiano la conquista di Gerusalemme e del Santo Sepolcro da parte dei Crociati guidati da Goffredo di Buglione.
Tratto da"Intervista del mese" a cura di Sauro Ravaioli